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I MISTERI DI ERICE

I MISTERI DI ERICE

La Processione Storica dei Misteri di Erice

Questo piccolo borgo medievale, durante la Settimana Santa, si anima e prende vita grazie e rievocazioni storiche e culturali che coinvolgono sia gli abitanti del piccolo borgo sia i turisti di passaggio. Contemporaneamente alla processione di Trapani, si svolge ad Erice, una più ridotta ma non per questo meno suggestiva Processione dei Misteri. In origine la processione prevedeva delle rappresentazioni teatrali da parte di alcuni “personaggi” che recitavano dei brani tratti dall’Antico e dal Nuovo Testamento, e di alcuni gruppi viventi che raffiguravano la Passione di Cristo. Teatro della rievocazione era la Chiesa dell’Addolorata e da li i “personaggi” si muovevano verso le quattro chiese parrocchiali all’interno delle quali continuavano la rappresentazione. I “personaggi” erano seguiti dalla statua di Maria Addolorata, dall’Urna contenente il corpo di Cristo e dai vattenti, che si percuotevano duramente il corpo, e dal clero in abiti penitenziali, con corone di spine in testa e corde al collo. L’ultima processione nella quale comparvero dei “personaggi” fu quella del 18 aprile 1851. L’uso deivattenti venne definitivamente vietato intorno nel 1856 su disposizione del vescovo di Trapani che proibì tali tragiche rappresentazioni nel capoluogo. Col passare degli anni, ai personaggi si sostituirono pertanto gruppi scultorei in legno, le cui fattezze e movenze furono largamente ispirati a quelli trapanesi, anche se di più piccole dimensioni. La processione odierna ha inizio nel pomeriggio del Venerdì Santo nella quattrocentesca chiesa di Sant’Orsola, detta dell’Addolorata; ad aprirla sono i frati della Congregazione del Purgatorio che indossano la tunica bianca ricamata di rosso. I sei “misteri”portati a spalla, decorati e illuminati sobriamente, si allineano dinnanzi al sagrato della chiesa, lungo la ripida via che conduce verso piazzetta del Carmine e da lì attraverso le suggestive e affascinanti strade ericine, nell’antico lastricato e nella nebbia che spesso magicamente li avvolge, iniziano il loro piccolo ma intenso itinerario, sino al rientro nelle prime ore della serata. In questo scenario fuori dal tempo potrete godere di una vista suggestiva su tutto il territorio trapanese, passeggiando nell’antico baglio del Castello di Venere, magari gustando un dolce tipico della pasticceria ericina: la genovese. E se siete amanti della natura, del trekking e dei panorami mozzafiato, l’ideale per voi è una passeggiata guidata attraverso un percorso immerso nella natura del bosco ericino proprio sotto le antiche mura elimo-puniche e le chiese medievali di Sant’Orsola e Sant’Antonio, dove il panorama sulla città, sul mare e sulle campagne limitrofe vi toglierà il fiato. Torna al Blog
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